Comunicato Stampa

INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA VENETO EST PER TREVISO WALTER BERTIN

INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA VENETO EST PER TREVISO WALTER BERTIN

(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 29.01.2026) – L’analisi della CGIA di Mestre sugli indicatori Prometeia mostra un’economia regionale sostanzialmente ferma, come d’altra parte il resto del Paese. Tra l’altro, se guardiamo all’ultimo aggiornamento degli indicatori messo a disposizione da Prometeia qualche giorno fa, il quadro sembra essersi ulteriormente complicato. La stima del PIL per il Veneto per il 2025, infatti, è scesa da +0,7 a +0,5, mentre quella per l’anno appena iniziato è stata lievemente ritoccata al rialzo (da +0,6 a +0,8).
Leggermente migliore sembra essere la quotazione riservata alla provincia di Treviso, che vede limato al rialzo il suo Pil per l’anno appena concluso (da +0,6 a +0,7), così come quello per il 2026, passando dal +0,5, elaborato in ottobre, all’attuale stima di +0,8, che di fatto allineerebbe la provincia al contesto regionale.

Se guardiamo invece al dato 2019-2025 Treviso se la cava bene pur in anni difficili, caratterizzati, lo ricordiamo, dalla pandemia, dall’esplosione dei prezzi delle materie prime e dell’energia, dalle guerre in Ucraina e Palestina con le relative tensioni geopolitiche, e dallo scorso anno anche dai dazi e dalla contrazione del mercato tedesco, da sempre primo partner delle nostre imprese. Anche per il solo 2025, secondo i dati Cgia Mestre, Treviso è tra le migliori province della classifica.

In generale, dunque, il 2026 si apre sotto il segno di molte incertezze, soprattutto di carattere internazionale e che impattano su un’economia a forte proiezione estera come quella trevigiana.
I dati dell’indagine congiunturale di Confindustria Veneto Est aggiornati al terzo trimestre 2025 confermano lo scenario: le stime di Fondazione Nord Est sul Veneto Orientale registrano un (modesto, 0,3%) incremento su base annua, pur in timido recupero nei primi nove mesi dell’anno dopo i cali di quello precedente. L’export, nostro tradizionale punto di forza, rimane comunque in territorio positivo (+0,8%).

Abbiamo rilevato anche il clima di fiducia delle imprese su questo inizio 2026 che è contrastato, per l’incertezza dell’attuale scenario globale, ma in prospettiva più favorevole, riflettendo le attese che si manifesti la ripartenza economica fino ad ora posticipata. Le previsioni fino a marzo 2026 sono orientate in prevalenza per il mantenimento dei livelli produttivi: il 21,1% delle imprese prevede un aumento, il 19,4% una diminuzione, a fronte del 59,5% che propende per la stabilità.

Le attese sull’andamento degli ordini interni sono in calo per il 26,6%, stabili per il 57,9%. Migliorano quelle sulla domanda estera, in crescita per il 22,3%, stabili per il 56,3% e in calo per il 21,4%. Il 38,8% prevede nuove assunzioni (il 53,8% nelle medio-grandi). Nonostante il clima perdurante di incertezza, la spesa per investimenti fissi è prevista su livelli stabili da sei aziende su dieci (60,1%), in contrazione per il 24,6%, ma in espansione per il 15,3%, quota che potrebbe risalire se Transizione 5.0 avrà regole certe e risorse adeguate.

In sintesi, in un contesto di grande incertezza le nostre imprese dimostrano notevole resilienza e capacità di aprirsi a nuovi mercati. Ma come ha detto la nostra Presidente Paola Carron: “ogni reazione deve confrontarsi con un tema imprescindibile che è la competitività del sistema produttivo, messo alla prova da un mercato globale sempre più aggressivo e dalla sfida della triplice transizione, ambientale, digitale e demografica, che sta ridisegnando le nostre imprese in modo profondo.
“La competitività richiede un impegno politico convinto e una visione di lungo periodo. Ora il momento è cruciale per scelte chiare e immediate, in chiave nazionale ed europea, volte a evitare la deindustrializzazione e rilanciare la competitività. La priorità è sostenere investimenti, innovazione e semplificazione. Le nostre imprese hanno bisogno di orizzonti certi e programmabili per non perdere fiducia nelle istituzioni ed investire”.

Walter Bertin
Vicepresidente Confindustria Veneto Est delegato per il Territorio di Treviso


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