Comunicato Stampa

LA CRESCITA DOPO IL PNRR. UNA REGIA REGIONALE PER I FONDI UE – INTERVENTO DI PAOLA CARRON, PRESIDENTE CONFINDUSTRIA VENETO EST

Una regia regionale per i fondi Ue

LA CRESCITA DOPO IL PNRR

di Paola Carron*

L’anno che si è appena aperto è l’ultimo del Pnrr, il programma europeo di aiuti all’economia varato nel mezzo del Covid: gli ultimi investimenti dovranno essere conclusi entro agosto 2026. Senza il contributo del Pnrr alla crescita (circa 1% l’anno), negli ultimi tre anni saremmo stati in stagnazione. La sfida oggi è quindi come mantenere i livelli di investimento e di crescita che il Piano ha garantito in questi anni.
Questo richiederà di saper usare al meglio i fondi di coesione europei e nazionali che non si esauriscono con il Pnrr. Il dibattito sulla futura programmazione del bilancio europeo 2028-2034, focalizzato sul possibile superamento della gestione diretta dei fondi di coesione da parte delle Regioni, con un accentramento a livello statale sulla falsariga del modello Pnrr, è quindi tutt’altro che tecnico. Si tratta di una questione che tocca al cuore il modello di sviluppo dell’Europa, perché riguarda il modo con cui si investono risorse pubbliche fondamentali per la crescita, la competitività e la coesione dei territori.
La governance territoriale, in Veneto, risulta, oggi, efficace per un impiego tempestivo e mirato delle risorse grazie alla conoscenza del tessuto economico, delle esigenze reali e delle potenzialità inespresse. La Regione, nella programmazione 2021-2027, può contare su oltre 2 miliardi di euro di fondi Fesr e Fse+. Ad oggi, sono stati impegnati, a livello regionale, 1,27 miliardi (costo ammesso), con un avanzamento complessivo del 61,8%; resta da allocare efficacemente oltre un terzo delle risorse.
Questo significa che siamo nel pieno della fase operativa e che ogni scelta sulla gestione dei fondi può avere un impatto diretto sulla capacità dei territori di crescere e innovare. È proprio il tema dell’innovazione quello che ci preme di più; pertanto, la revisione in corso della programmazione dei fondi Fesr, più orientata al sostegno della ricerca, è per noi positiva. Attualmente, solo una parte dei fondi di coesione è effettivamente destinata a finanziare questo asset cruciale per le imprese: nel Veneto, circa un quarto delle risorse finora impegnate è andato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo delle aziende. Questo è un elemento su cui concentrare sforzi e risorse: innovazione e digitale sono i principali driver della competitività, soprattutto oggi che dobbiamo governare una vera rivoluzione legata all’avvento dell’Intelligenza artificiale, permettendo ai nostri territori di restare protagonisti nello scenario globale. Investire sul Veneto significa puntare sull’innovazione di tutto il Paese. Del resto, i numeri parlano chiaro: in quest’area si concentra il 9,2% del Pil italiano e l’8% della spesa totale in R&S (oltre un miliardo di euro annuo) – in particolare nel perimetro di Confindustria Veneto Est, disponendo di una base scientifica e industriale significativa -. Qui si concentra il 13,5% dei brevetti nazionali e operano 4 università e numerosi centri di ricerca di frontiera. Questi dati dimostrano che nella nostra area si gioca una parte importante del futuro dell’Italia. È per questo motivo che dobbiamo evitare di uniformare bisogni diversi, rallentare le tempistiche, indebolire le leve locali di sviluppo, penalizzando le aree più dinamiche del Paese, con un danno che poi si ripercuoterebbe sull’intero sistema Italia.
Tornando al dibattito sui fondi europei, nel nostro territorio coesione e competitività devono procedere insieme. Occorre una allocazione delle risorse che tenga conto delle specificità locali, valorizzando la capacità di progettare, attrarre e realizzare investimenti trasformativi volti a dare una nuova prospettiva di sviluppo al Veneto almeno per i prossimi dieci anni. Orientando l’azione regionale verso una maggiore semplificazione e rafforzamento della capacità amministrativa. Confindustria Veneto Est sostiene con forza una prospettiva di lungo termine che tenga insieme e investa su sviluppo, specificità e responsabilità dei territori, nell’interesse non solo locale, ma di tutto il Paese. È necessario, dunque, sostenere lo slancio dell’area e per farlo occorre un impiego coerente e adeguato dei fondi di coesione che possa davvero fare da traino all’evoluzione di tutta la filiera diffusa. Solo così potremo continuare ad essere “locomotiva”.

* Presidente Confindustria Veneto Est
Area Metropolitana Venezia Padova Rovigo Treviso

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