Comunicato Stampa
La Presidente di Confindustria Veneto Est è intervenuta oggi all’incontro con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea, Stéphane Séjourné, il Ministro Adolfo Urso e con il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani sulla candidatura ad hub europeo
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 12.06.2026) – La Presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron è intervenuta oggi all’incontro svoltosi a Porto Marghera con il Vice-Presidente Esecutivo della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e con il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani per approfondire il progetto relativo alla creazione di un Hub Europeo per le materie prime critiche a Porto Marghera.
«Le materie prime critiche sono al centro di una competizione globale che intreccia sicurezza economica, transizione energetica e autonomia industriale – dichiara la Presidente Carron –. Le evidenze indicano che le tensioni sulle forniture non sono congiunturali, ma strutturali. Per un Paese manifatturiero come l’Italia significa rafforzare il coordinamento europeo. La resilienza delle supply chain è una priorità strategica per la competitività del sistema produttivo italiano ed europeo. In questo contesto, l’area di Porto Marghera rappresenta un ecosistema industriale e logistico integrato con caratteristiche uniche in Europa».
Oltre 1.200 imprese attive, 15 miliardi di euro di valore della produzione, una vocazione alla trasformazione e riciclo delle materie prime critiche e aree industriali già disponibili, una collocazione strategica nella rete TEN-T, al crocevia dei corridoi Mediterraneo e Baltico-Adriatico, grazie a infrastrutture portuali, aeroportuali, ferroviarie e logistiche integrate, la procedura semplificata della ZLS.
«Sono asset che ne rafforzano la candidatura ad hub europeo per le materie prime critiche, anche grazie a competenze e tecnologie avanzate già presenti e a investimenti in corso nella logistica di materiali complessi, nella chimica industriale e nelle nuove filiere energetiche». Come il progetto di Alkeemia per la purificazione della grafite per applicazioni nelle batterie e nelle tecnologie avanzate, il progetto di 9-Tech per il recupero di materie prime seconde ad alto valore, come pannelli fotovoltaici. Oltre agli ingenti investimenti posti in essere da realtà come il Gruppo ENI, Edison, Sapio, nella produzione di biofuel e nelle filiere energetiche avanzate (idrogeno rinnovabile).
«L’area di Porto Marghera è dunque un sito ideale non solo per la movimentazione e lo stoccaggio delle materie prime critiche, ma anche per la loro trasformazione, lavorazione e recupero industriale, quindi per la riconversione ad alto valore aggiunto e l’occupazione qualificata – conclude Paola Carron –. Come Confindustria Veneto Est esprimiamo il pieno e convinto sostegno e collaborazione al progetto. L’auspicio è che l’Europa faccia in velocità l’ultimo passo, a beneficio di un accesso affidabile e competitivo alle materie prime critiche, rafforzando così la sicurezza economica e la crescita di lungo periodo del nostro Paese e dell’Europa intera».
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