Comunicato Stampa
Il Presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori Settimo Pizzolato: «Dalle fiere internazionali domanda in fermento. La sfida è custodire il valore costruito nel tempo e farlo crescere attraverso qualità, identità e capacità di fare sistema»
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 25.03.2026) – Il Prosecco limita l’effetto dei dazi ed è pronto ad accelerare, con domanda in fermento e ordini stimati in crescita del +4% in vista della Pasqua 2026 rispetto all’anno precedente. «Il Prosecco è uno dei simboli più forti del Veneto nel mondo e il risultato di un lavoro collettivo costruito nel tempo. Il Veneto ha saputo affermarsi nel mondo grazie a questo vino, ricco di profumi, freschezza ed equilibrio, che deve essere costantemente valorizzato, raccontato e tutelato nella sua identità. La vera sfida oggi non è la crescita in sé, ma la capacità di continuare a proteggere questo patrimonio senza mai darlo per acquisito», dichiara Settimo Pizzolato, Presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, al rientro da Wine Paris e ProWein, le principali fiere internazionali di settore.
I dati più recenti confermano la solidità del sistema. Il Prosecco DOC ha chiuso il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% rispetto al 2024) e oltre l’82% della produzione destinata all’export, per un valore stimato alla produzione di oltre 3 miliardi di euro.
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ha registrato circa 98 milioni di bottiglie (+8% sul 2024), confermando il ruolo centrale della qualità e dell’identità territoriale.
La DOCG Asolo Prosecco si conferma la denominazione più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie imbottigliate e una crescita del 16% rispetto al 2024.
Nel primo bimestre del 2026, il Prosecco DOC ha registrato un calo tecnico dell’imbottigliamento rispetto allo stesso periodo del 2025. Pizzolato commenta: «Questo fenomeno non indica una diminuzione della domanda: le giacenze in cantina sono aumentate del +5,8%, a dimostrazione che le aziende hanno gestito l’imbottigliamento per consentire ai mercati esteri, in particolare gli USA, di smaltire le scorte accumulate nei primi mesi del 2025 per tutelarsi dai possibili dazi».
Se i primi due mesi dell’anno hanno visto questa flessione tecnica, i dati sulle giacenze e il fermento degli ordini in vista della Pasqua 2026 – con una stima del +4% rispetto alla Pasqua precedente – confermano che il sistema è pronto a una nuova accelerazione, sostenuta da un export che ha superato la soglia dei 2,2 miliardi di euro nel 2025 confermando il consolidamento del segmento. La Francia ha registrato un incremento a doppia cifra (+18%), confermandosi il terzo mercato mondiale più profittevole dopo USA e UK per la denominazione.
«Il settore vitivinicolo veneto ha già dimostrato negli ultimi anni una forte capacità di resilienza e adattamento – sottolinea Pizzolato –. Rimaniamo comunque attenti al contesto globale: l’attuale instabilità economica e geopolitica influisce sui costi delle materie prime e dell’energia, con effetti diretti sui produttori. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto dei tre consorzi – il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e il Consorzio di Tutela dell’Asolo Prosecco DOCG – insieme alle aziende e alle cooperative. Solo attraverso una visione condivisa, fondata sulla qualità e sulla coerenza, possiamo continuare a generare valore vero: per il prodotto, per il territorio e per le comunità che lo rappresentano», conclude il Presidente Pizzolato.
La forza del Prosecco risiede anche nella sua capacità di unire: è uno dei pochi vini italiani capace di parlare a pubblici diversi, in Italia e all’estero, grazie alla sua eleganza e immediatezza. Questa forza inclusiva può continuare a far conoscere il Veneto nel mondo, aprendo nuovi spazi culturali prima ancora che commerciali.
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