Comunicato Stampa
Intervento di Roberto Bottoli Presidente del Gruppo Sistema Moda di Confindustria Veneto Est
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 28.08.2026) – “E’ la Cina, ben più dei dazi americani, la vera incognita per il made in Italy e anche per il nostro Sistema moda, che nell’ambito territoriale di Confindustria Veneto Est ha un suo polo di riferimento.
Se guardiamo ai dati, il made in Italy si è confermato competitivo nel mondo anche in un contesto di forti tensioni geopolitiche guadagnando posizioni nei confronti di economie avanzate come quella francese, giapponese e coreana. Nel 2025 il valore ha raggiunto i 643 miliardi di euro in crescita del 3,3% con avanzo commerciale di 50,7 miliardi (97,7 miliardi se guardiano all’avanzo non energetico). È un fattore di tenuta e ricchezza per tutto il nostro Sistema Paese di cui andare orgogliosi. E’ un export quanto mai diversificato, che va dalla meccanica alla farmaceutica alla cantieristica fino al sistema moda, comparto storicamente identitario dell’industria italiana, che nonostante le crisi ricorrenti riesce a ‘tenere’ in tutta la sua filiera, unico Paese europeo ad avere mantenuto un ciclo produttivo completo con oltre 372mila secondo i dati di Confindustria Moda che rileva un fatturato complessivo di 58,39 miliardi di euro, un export di quasi 37 miliardi per un saldo commerciali di più di 10,4 miliardi. Il Sistema Moda Veneto con le sue 8000 imprese, oltre 50000 addetti e 18 miliardi di ricavi resta ai primissimi posti a livello nazionale.
È un settore dove operano sì grandi gruppi, ma in cui cresce la presenza di molte aziende di piccole e medie dimensioni capaci di ritagliarsi spazi di eccellenza ed esclusività sul mercato globale.
Questo dato è speculare a tutto l’export italiano, che a differenza di altri Paesi non è trainato da poche grandi imprese ma espressione di molte aziende, piccole, medie e medio grandi che insieme rappresentano l’81% del totale nazionale come detto diversificato in molte specializzazioni di cui siamo leader internazionali.
I dati del 2026 vanno in direzione di una ulteriore, moderata, ripresa anche per il Sistema moda. Ma resta come detto l’incognita Cina. Un grande concorrente e al tempo stesso per noi un grande mercato, in particolare per il fashion di lusso. Nel 2025 i flussi commerciali Italia Cina nel settore vedono un calo del -4% dell’export e una crescita del +18%, trainato dall’ultra fast fashion online. L’incertezza sta nella doppia direzione, fortemente incoraggiata dallo Stato cinese, di privilegiare per i consumi interni lo stile e i prodotti nazionali a scapito delle marche europee, e al tempo stesso di spingere l’export dei loro prodotti per intercettare i consumi europei e non solo nelle fasce di bassa e media gamma.
E qui la lingua batte dove il dente duole; la tutela del Made in Italy!
Il nuovo corso di Confindustria Moda nazionale come pure del Ministero del Lavoro e del Made in Italy puntano a dare maggiore tutela e recupero di quel valore, il made in Italy appunto, da cui ancora tanto dipende il nostro export e l’immagine del mondo.
Tantopiù considerata la prossima entrata in vigore delle nuove regole europee di sostenibilità che creeranno nuovi obblighi e aggravi di costi al tessile-abbigliamento. Sarà indispensabile che in Europa non si ripeta l’errore di far gravare queste pur lodevoli normative solo sui produttori europei lasciando ancora maggiori spazi all’invasione dei prodotti asiatici; sarebbe un suicidio. Ne parleremo a inizio novembre a Venezia alla prossima edizione del Venice Sustainable Fashion Forum insieme a tutti gli operatori della moda italiana”.
Roberto Bottoli
Presidente Sistema Moda di Confindustria Veneto Est
Designato nel Gruppo tecnico Nazionale Made in Italy
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